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FLASH DIOP NON BASTA

Doveva pur succedere prima o poi. Dopo una striscia di nove risultati utili consecutivi si è fermata la corsa del Chieri, sconfitto in casa della Fezzanese per 1-3. Gli azzurri non perdevano addirittura dal 13 Gennaio, curiosamente proprio in occasione di un’altra traferta ligure con il Vado. Se però contro i rossoblù il divario era stato netto, lo stesso non si può dire dell’ultima sfida contro i ragazzi di Rolla, anche loro impegnati nella lotta per scacciare via la zona playout.

Il Chieri è infatti partito alla grandissima, trovando il vantaggio dopo appena un minuto, spinto dalla furia agonistica di un Catarino Venancio deciso a rimpiazzare degnamente l’assenza di un totem come Zenuni. Il talento portoghese dopo neanche 60 secondi è volato via sulla sinistra penetrando in area, e Del Bello non ha potuto altro che travolgerlo nei pressi della linea di fondo. Dal dischetto si è presentato Diop, che ha spiazzato Salvalaggio siglando l’1-0 e mettendo la firma sul suo sesto gol in campionato. Sembrava tutto facile, sin troppo però. La reazione rabbiosa della Fezzanese si è infatti materializzata dopo neanche cinque minuti: con Mariotti lesto ad approfittare di un assist di Fiori ed a scaraventare in rete il pallone dell’immediato 1-1. I ragazzi di Nisticò a quel punto hanno provato a rallentare leggermente il ritmo per contenere gli arrembaggi degli attaccanti avversari, con Noia, schierato da regista di centrocampo, a dirigere le operazioni qualche metro più avanti rispetto al solito. Il più attivo è rimasto sempre Catarino Venancio, che però non è riuscito a dialogare in modo efficace con Bacchin e con il 2006 Valentini, alla terza da titolare consecutiva. Né Salvalaggio né Faccioli hanno dovuto sporcarsi particolarmente i guantoni in un primo tempo bloccato dopo gli elettrici minuti iniziali, e come spesso accade in questi casi ci è voluta una giocata d’alta scuola a smuovere il tutto. Il numero che ha effettuato Mariotti al 22’ è veramente da applausi: sombrero ad eludere la marcatura di Croce, che poi da dietro è intervenuto in maniera scomposta in area di rigore azzurra, inducendo l’arbitro a fischiare il secondo tiro dagli undici metri di giornata, stavolta a favore dei padroni di casa. Dal dischetto si è presentato Gabelli, che ha incrociato con il sinistro beffando Faccioli e permettendo ai suoi di andare a riposo in vantaggio di una lunghezza.

Al rientro dagli spogliatoi Nisticò ha deciso di passare immediatamente all’offensiva: fuori Valentini, dentro Milosevic e passaggio al 3-4-3. Bacchin e Diop si sono allargati a supporto del gigante serbo, deciso a riscattare il rigore sbagliato contro la Lavagnese, con Gasparoni che è scalato a centrocampo lasciando Catarino Venancio esterno a sinistra. A parte una rovesciata clamorosa di Del Bello che per poco non ha ingannato Faccioli, il Chieri ha però beneficiato indubbiamente del cambio di modulo e soprattutto di atteggiamento, prendendo in mano il pallino del gioco ed il predominio territoriale e schiacciando la Fezzanese nella propria metà campo. Milosevic ha attratto su di sé molte delle attenzioni della difesa biancoverde, permettendo a Bacchin di avere più spazi in cui scatenare le sue progressioni. Al primo contropiede pericoloso però i liguri hanno trovato il modo di calare il tris: azione insistita di Fiori che, dopo aver scaricato su Cecchetti, ne ha raccolto il tiro deviato da Da Silva e ha scaricato in rete il pallone del 3-1. Il gol subito è ovviamente una doccia gelida per il gruppo di Nisticò, che a pochi minuti dalla fine è costretto ad alzare definitivamente bandiera bianca a causa del rosso diretto rifilato dal direttore di gara a Milosevic, presumibilmente per qualche parola di troppo che dalla tribuna però non si è sentita.

L’illusione iniziale di Diop non è dunque servita al Chieri per portare a casa punti dallo scontro diretto contro i liguri. Punti che la truppa di Nisticò proverà a conquistare nella delicata sfida contro un Bra che sta lottando per i playoff. In panchina con i liguri si sono però rivisti Balan e Vono, nella speranza che possano rientrare al più presto per dare il loro prezioso contributo per il rush finale.

IL TABELLINO

FEZZANESE-CHIERI 3-1
RETI (0-1; 3-1): 1’ rig. Diop (C), 6’ Mariotti (F), 22’ rig. Gabelli (F), 16’ st Fiori (F).

FEZZANESE (3-4-3): Salvalaggio; Del Bello, Santeramo (32’ st Guelfi), Selimi; Banti, Cantatore, Cecchetti, Gabelli; Mariotti (30’ st Scieuzo), Baudi, Fiori (44’ st Lazzoni).
A disp.: Gaggini, Zarrouki, Giampieri, Beccarelli, Scarlino, Bracco.
All. Rolla.

CHIERI (3-5-2): Faccioli; Croce (24’ st Sussetto), Moretti, Da Silva; Capra (24’ st Ciociola), Valentini (1’ st Milosevic), Noia, Catarino Venancio, Gasparoni; Bacchin (38’ st Massaro), Diop.
A disp.: Virano, Balan, Vono, Castagna, Bellocchio.
All. Nisticò.

ARBITRO: Ferrara di Roma.
ASSISTENTI: Marchesin di Rovigo e Macchia di Molitermo.

AMMONITI: 4’ Catarino Venancio (C), 44’ Santeramo (F), 17’ st Moretti (C), 42’ st Da Silva (C).

ESPULSI: 29’ st Milosevic (C).

ZENUNI DECISIVO, LAVAGNESE KO

Una vittoria dal peso specifico enorme. Il Chieri di Fabio Nisticò riconquista i tre punti superando la Lavagnese in uno di quegli appuntamenti fondamentali che non si possono mancare. Fondamentale ma tutt’altro che scontato, dato che i bianconeri allenati da Ruvo arrivavano da un periodo positivo, farcito da tre vittorie ed una sola sconfitta nelle ultime sei partite. A decidere la sfida è stato il migliore in campo, ovvero Federico Zenuni. Il talentuoso centrocampista classe 1997 ha messo la firma sulla contesa con un colpo che non è esattamente la specialità della casa, ovvero la zuccata di testa, approfittando di un cross al bacio di Moretti e siglando una di quelle giornate di importanza capitale per il prosieguo del campionato.

LA PARTITA

La Lavagnese parte in maniera aggressiva, cercando di sorprendere la retroguardia azzurra con pressing alto e ritmi forsennati. Il Chieri regge però bene l’urto, complice ovviamente anche la reattività di Faccioli, che è bravo a non farsi ingannare dai rimbalzi beffardi del pallone sul terreno irregolare sulle conclusioni di Lupinacci e Lionetti. Passati i primi minuti i padroni di casa cominciano a macinare gioco con pazienza e lucidità, fino a costruire al 12’ la palla gol più clamorosa del primo tempo. Bellissima azione manovrata palla a terra che si sviluppa sulla destra, Capra penetra in area e scarica un siluro diretto sotto l’incrocio dei pali, ma Donini con un sensazionale colpo di reni riesce a smanacciare sulla traversa ed a deviare in angolo. Le fasce sono come sempre un’arma importante nello scacchiere di Nisticò, che oltre al già citato Capra ha dovuto però rinunciare nel riscaldamento a Dumani, sostituito al volo da Gasparoni, che ha dimostrato sin da subito di non patire l’ingresso “a freddo”. Il laterale classe 2004 ingaggia infatti per tutto il primo tempo un bel duello con il dirimpettaio Ghigliotti, alternando spinta e coperture in maniera molto efficace. Con Catarino Venancio impegnato in un encomiabile lavoro di pressing asfissiante su Romanengo, ad accendere la manovra chierese sono Bacchin e Zenuni, con quest’ultimo che va vicino al vantaggio con un mancino velenoso dal limite dell’area che sibila a lato del palo. È l’ultimo squillo di un primo tempo a reti bianche ma certamente non avaro di emozioni.

La volontà del Chieri è però più forte di quella dei genovesi, tant’è che, appena rientrati dagli spogliatoi, gli azzurri trovano il modo di perforare la difesa bianconera. Altra pregevole azione tutta palla a terra partendo dalle retrovie, la sfera arriva sulla destra a Moretti, il quale lascia partire un cross telecomandato che, complice un errore di comunicazione tra Donini e Giammarresi, trova appostato come un falco Zenuni, che ovviamente non ha difficoltà ad appoggiare in rete il gol dell’1-0. Al gol subito Ruvo risponde immediatamente con un cambio: fuori Lionetti, dentro Cericola, che si piazza nel tandem offensivo accanto a Villa. Lombardi scala così mezzala sinistra. La sostituzione non produce però gli effetti sperati dal tecnico dei liguri, anzi. I collinari continuano a spingere ed è ancora Zenuni ad illuminare il Valentino Bertolini di Gassino: deibbling ubriacante, tre avversari saltati, penetrazione in area con Berardi che lo sgambetta e provoca un calcio di rigore netto. Dal dischetto si presenta Milosevic, da poco entrato al posto di Diop, ma il gigante serbo al momento di calciare scivola e calcia alto sopra la traversa. Un vero peccato, perché il suo ingresso in campo era stato tutt’altro che negativo. La sfortuna non smette oltretutto di pereguitarlo, dato che poco dopo il guardalinee segnala un fuorigioco molto dubbio inducendo l’arbitro ad annullare un bellissimo suo gol su assist di Bacchin. Il contraccolpo psicologico a questo punto potrebbe essere devastante per il gruppo di Nisticò, che però riesce a resistere al prevedibile arrembaggio finale dei bianconeri (unico brivido una traversa scheggiata di testa da Magazzù) ed a mantenere inviolata la propria porta. Al fischio finale del direttore di gara sono dunque nove i risultati utili consecutivi del Chieri, atteso il prossimo weekend da un altro scontro decisivo contro la Fezzanese.

IL TABELLINO

CHIERI-LAVAGNESE 1-0
RETI: 4’ st Zenuni.

CHIERI (3-4-1-2): Faccioli; Moretti, Noia, Da Silva; Capra, Valentini, Zenuni, Gasparoni; Catarino Venancio (35’ st Croce); Bacchin (46’ st Massaro), Diop (22’ st Milosevic).
A disp.: Virano, Marianeschi, Sussetto, Dumani, Ciociola, Bellocchio.
All. Nisticò.

LAVAGNESE (3-5-2): Donini; Giammarresi, Berardi, Vannucci; Ghigliotti (38’ st Righetti), Masini, Romanengo, Lionetti (11’ st Cericola), Lupinacci; Villa (30’ st Magazzù), Lombardi.
A disp.: Ragher, Sanguineti, Bassini, Marcellusi, Soplantai, Suarato.
All. Ruvo.

ARBITRO: Matina di Palermo.
ASSISTENTI: Damato di Milano e Bonicelli di Bergamo.

AMMONITI: 32’ st Giammarresi (L), 50’ st Zenuni (C).

NOTE: 25’ st rigore sbagliato (fuori) da Milosevic (C).

PUNTO D’ORO A VARESE

È vero, un pareggio vale sempre un punto, ma il contesto in cui lo si conquista è molto importante. Il settimo pareggio di fila per il Chieri è di quelli che valgono quasi come una vittoria, dal momento che è arrivato su un campo difficilissimo come quello del Città di Varese. I biancorossi, prima delle partite della domenica, occupano infatti il terzo posto in classifica e sono reduci da un periodo positivo che li ha visti sconfitti una sola volta nelle ultime otto partite. Una striscia simile a quella degli azzurri, che non perdono dal 13 Gennaio con il Vado e che continuano a muovere la classifica per cercare di tirarsi fuori dalle sabbie mobili della zona playout. La X sul tabellino assume ancora più valore se si considera che per la terza volta su questi ultimi sette pareggi, il gruppo di Fabio Nisticò si è trovato costretto a dover rimontare una situazione di svantaggio, per lo più appunto contro una delle formazioni più quotate del girone. I varesini sono infatti partiti a razzo, mettendo sotto pressione la retroguardia chierese sin dai primi minuti di gioco. A salvare gli azzurri in un primo momento ci ha pensato la traversa, che ancora trema sul siluro di Settimo che dal vertice destro dell’area aveva fatto partire un siluro su cui Faccioli non aveva potuto nulla. Il portierone classe ‘98 ha poi provato al 20’ ad allungarsi sul tiro a giro di Banfi, ma il destro dal limite dell’area del 2000 era troppo preciso per essere intercettato, e non ha potuto che finire in fondo al sacco. Passato il momento di sbandamento, Nisticò ha chiamato a raccolta i suoi per dare al gruppo un “refresh” mentale, ed i risultati non sono tardati ad arrivare. A suonare la carica è stato Bacchin: il giovane attaccante azzurro si è caricato sulle spalle la squadra prima impensierendo tutta la difesa biancorossa con i suoi proverbiali slalom, poi conquistandosi un calcio di rigore al 34’ per una trattenuta in area di Benacquista. Dal dischetto si è presentato Diop: palla da una parte, Ferrari dall’altra. Quinto gol in campionato per il bomber ex Folgore Caratese, terzo consecutivo dopo la doppietta messa a segno con la Vogherese. Quello che pesa di più di tutte le reti siglate dall’attaccante azzurro è che hanno sempre portato punti in cascina. Nonostante le sfuriate dei padroni di casa nella ripresa, i collinari sono infatti riusciti a reggere l’urto ed a mantenere la porta inviolata nei secondi 45 minuti, dando ulteriore prova di solidità atletica e soprattutto mentale. Al triplice fischio del direttore di gara i ragazzi di Nisticò hanno meritatamente portato a casa un punto che nel prosieguo del campionato potrà rivelarsi preziosissimo. Ora testa alla Lavagnese: contro i liguri sarà un altro scontro diretto e bisognerà arrivare carichi a mille per tornare alla vittoria.

IL TABELLINO

CITTÀ DI VARESE-CHIERI 1-1
RETI (1-0; 1-1): 20’ Banfi (V), 34’ rig. Diop (C).

CITTÀ DI VARESE (4-3-1-2): Ferrari; Vitofrancesco (47′ st Pisan), Cottarelli, Bernacchi, Benacquista; Malinverno, Zazzi (13′ st Musumeci), Palazzolo; Perissinotto; Settimo (13′ st Ortelli), Banfi.
A disp.: Cassano, Stampi, Furlan, Popovchev, Liberati, Colombo.
All. Cotta.

CHIERI (3-4-3): Faccioli; Moretti, Noia, Da Silva; Capra, Valentini, Zenuni, Dumani; Bacchin, Milosevic (31′ st Catarino), Diop.
A disp.: Virano, Balan, Croce, Chiabotto, Guida, Gasparoni, Ciociola, Bellocchio.
All. Nisticò.

ARBITRO: Meta di Vicenza.
ASSISTENTI: Luccisano di Taurianova e Graziano di Vicenza.


AMMONITI: Benacquista (V), Faccioli (C), Malinverno (V), Palazzolo (V).

DIOPPIETTA

Quando Modou Diop decide che è la sua giornata le mezze misure non esistono. Il bomber classe 1992, arrivato nel mercato di gennaio dalla Folgore Caratese, probabilmente è ancora alla ricerca del 100% della sua condizione dal punto di vista atletico, ma nel frattempo ha già battuto un paio di colpi niente male in due partite terminate con lo stesso punteggio. Doppietta e 2-2 con il Chisola il 27 Gennaio, doppietta e 2-2 nell’ultima giornata contro la Vogherese. Lo scontro diretto con i rossoneri rappresentava una ghiotta occasione per scrollarsi momentaneamente di dosso la zona playout. Il Chieri ha provato in tutti i modi a portare a casa tre punti d’oro, ma tra sfortuna, piccole disattenzioni ed un gol misteriosamente annullato a Zenuni nel finale, alla fine si è dovuto accontentare del sesto pareggio consecutivo. La striscia di imbattibilità azzurra sale dunque a sette partite, ora a coronare il momento positivo manca solo il ritorno alla vittoria.

LA PARTITA

Nisticò, orfano di Vono, ripropone un 3-4-3 con due novità rispetto al pareggio contro il Ticino, ovvero Dumani, dirottato sulla fascia destra, e Da Silva, schierato invece a centrocampo di fianco a Zenuni. I lombardi si presentano con quattro novità per invertire il trend negativo dell’ultimo mese: Asslani, Giani, Lisardi e Losio.
L’ultimo periodo no ha inciso non poco sul morale dei giovani lombardi, che non a caso partono a razzo nel tentativo di mettere immediatamente la testa avanti. I ragazzi di Molluso però non hanno fatto i conti con Faccioli. Il portierone classe ‘98 dopo soli 30 secondi è infatti miracoloso su un tentativo a botta sicura, diretto sotto l’incrocio, di Giani: colpo di reni sensazionale, unito a dei riflessi da gatto, e palla in angolo, su cui poi Asslani va vicino al vantaggio con un imperioso colpo di testa.
L’avvio tonante da parte degli ospiti, a parte questo primo spavento, non fa però sbandare la retroguardia chierese, che si ricompatta subito e comincia a macinare da gioco grazie alla solita regia illuminata di Noia. Bacchin scalda i guantoni a Tota al 10’, ma si capisce che gli azzurri stiano cucinando qualcosa di importante. Al 23’ ecco servita la pietanza: sventagliata precisa da destra a sinistra di Bacchin, Catarino stoppa e pennella un traversone telecomandato che pesca la testa di Diop, la cui zuccata va ad insaccarsi in rete nell’angolino basso alla sinistra del portiere rossonero.
Il Chieri è in piena fiducia e poco dopo sfiora il raddoppio: altro cross dalla sinistra, Bacchin appostato sul secondo palo fa sponda di testa per Diop che si coordina perfettamente e tenta la rovesciata, ma il possibile eurogol si spegne sul fondo a millimetri dal palo. Un vero peccato: i padroni di casa avrebbero certamente meritato il raddoppio che avrebbe senza dubbio indirizzato la gara su binari più che favorevoli.

La ripresa vede entrare in campo gli stessi ventidue che hanno concluso il primo tempo, ma dopo soli quattro minuti Molluso decide di cambiare: fuori Giani, dentro al suo posto Markovic. Nisticò giustamente si affida agli undici che in questo momento hanno pienamente in mano le redini del match. Di occasioni potenziali gli azzurri ne creano a ripetizione, ma manca sempre il pizzico di lucidità necessario per trasformarle in palle gol concrete. Faccioli rimane sostanzialmente inoperoso per un’ora, ma al primo affondo la Vogherese trova il modo di pareggiare. Dialogo insistito sulla destra, palla filtrante per Minaj che, dopo essere sgusciato alle spalle di Gasparoni, serve a Binous Salah un cioccolatino solo da spingere in porta.
La reazione collinare è rabbiosa, tant’è che dopo sette minuti gli azzurri tornano avanti con un’azione simile a quella del primo gol. Altra sventagliata di Bacchin, stavolta da destra a sinistra, Zenuni chiude il triangolo riservendo il classe 2003 che, con un colpo di tacco immaginifico, manda in porta Diop che sigla una doppietta da bomber consumato poco prima di lasciare il campo, esausto. Insieme a Milosevic entra anche Bellocchio per gestire il nuovo vantaggio aggiungendo solidità, cosa che inizialmente sembra funzionare. Una disattenzione fatale però punisce gli azzurri: una rimessa laterala apparentemente innocua dalla destra, la sfera attraversa tutta l’area senza che nessuno la spazzi via, sul secondo palo si presenta Losio che, complice una deviazione, inganna Faccioli e fa 2-2.
Il Chieri avrebbe anche la forza mentale e fisica per trovare il terzo vantaggio della gara, ma anche stavolta, così come nell’ultima trasferta con la rete annullata a Milosevic, a mettere i bastoni tra le ruote al gruppo di Nisticò ci pensa l’arbitro. Il direttore di gara, il signor Schimid di Rovereto, a pochi minuti dal gong annulla infatti un gol regolare di Zenuni, che avrebbe significato tre punti e vittoria fondamentale nello scontro diretto. La rabbia è palpabile negli azzurri, i quali dovranno trasformarla in energia positiva e riversarla nella prossima difficile trasferta varesina.

IL TABELLINO

CHIERI-VOGHERESE 2-2
RETI (1-0; 1-1; 2-1; 2-2): 23’ Diop (C), 22’ st Binous Salah (V), 30’ st Diop (C), 36’ st Losio (V).

CHIERI (3-4-3): Faccioli; Croce, Noia, Moretti; Dumani, Zenuni, Da Silva, Gasparoni; Bacchin, Diop (34’ st Milosevic), Catarino Venancio (34’ st Bellocchio).
A disp.: D’Angelo, Capra, Guida, Marianeschi, Sussetto, Valentini, Ciociola.
All. Nisticò.

VOGHERESE (4-3-1-2): Tota; Lisardi, De Angelis, Balesini, Losio; Occhipinti, Gerace, Asslani (21’ st Isterdi); Giani (4’ st Markovic) (48’ st Trevisiol); Binous Salah, Minaj.
A disp.: Cassulo, Silvestri, Marino, Daprati, Facchin, Cavaliere.
All. Molluso.

ARBITRO: Schimid di Rovereto.
ASSISTENTI: Rusu di Trento e Nikolic di Momerano.

AMMONITI: 30’ Noia (C), 26’ st Catarino Venancio (C).

BACCHIN SI SBLOCCA

Punto dopo punto, il Chieri continua a muovere la classifica nella lenta rincorsa per uscire dalla zona playout. Ancora un 1-1, lo stesso risultato con cui ci eravamo lasciati due settimane fa in casa con il Gozzano. Lì era stato il solito Vono a rimontare lo svantaggio iniziale con il più classico dei gol dell’ex. Stavolta è toccato al compagno di reparto Bacchin, che ha ritrovato la rete dopo una lunghissima assenza. L’ultimo, ed unico, gol del classe 2003 risaliva infatti alla prima giornata in trasferta a Pinerolo. Da lì era partito un digiuno da cui è difficile uscire per un attaccante, ma il fantasista ex Brescia non si è mai dato per vinto, mettendosi sempre a disposizione per i compagni e portando sempre il suo apporto alla causa quando schierato dal tecnico Nisticò. Spirito di sacrificio encomiabile, che finalmente al 12’ della difficile trasferta contro i ragazzi allenati da Carobbio ha trovato il giusto premio. Lancio lungo di Zenuni, Bacchin stoppa ed elude la marcatura di due difensori, scaricando nell’angolino basso un mancino su cui Harrasser non può arrivare. 1-0 meritato, frutto di una partenza molto convincente degli azzurri, già vicini alla rete con Diop e Catarino, che hanno rischiato solo in un’occasione in cui Bugno si è visto stoppare da una splendida uscita bassa di Faccioli. L’unico rammarico è che il vantaggio sia durato troppo poco, dato che i verdegranata dopo altri sette minuti sono riusciti a pareggiare con Zaccariello, abile a trovare l’1-1 con un tap in su assist dalla sinistra di Cominetti.
Un primo tempo scoppiettante ha poi lasciato campo ad una ripresa più bloccata, con tanti contrasti a centrocampo e poche chances per gli attaccanti di mettersi in mostra. Anzi, a prendersi il proscenio è il giovanissimo Croce, alla terza da titolare consecutiva. Il classe 2006 è stato protagonista di un’altra gara più che positiva, condita poi da un salvataggio clamoroso in scivolata su Capano, che aveva calciato a porta vuota dopo aver saltato Faccioli. Rimangono infine tanti dubbi sulla rete annullata a Milosevic: il puntero serbo aveva infatti trovato la via del gol (sarebbe stato il primo con i collinari), ma l’arbitro ha fermato il gioco per un presunto contatto falloso nei confronti di Longhi. Davvero un peccato, perché con tre punti il Chieri avrebbe scavalcato anche la Vogherese e si sarebbe issata al di fuori della zona playout. I lombardi rimangono però a distanza di una sola lunghezza, con il calendario che, neanche a farlo apposta, la prossima domenica proporrà proprio lo scontro diretto tra gli azzurri ed i rossoneri. L’occasione sarà ghiotta ed i ragazzi di Nisticò proveranno in tutti i modi a prendersi la vittoria per dare continuità al momento positivo delle ultime settimane.

UN ALTRO MATTONCINO

Potrà sembrare strano, ma se si dà uno sguardo alla classifica si può capire come anche un singolo punto possa fare la differenza. Ecco perché l’1-1 ottenuto nell’ultimo turno di campionato dal Chieri contro il Gozzano assume un valore importante, specialmente se si considera che si tratta del quinto risultato utile consecutivo per gli azzurri, che non perdono dallo scorso 13 Gennaio in casa del Vado. Oltretutto, anche i rossoblù arrivavano da un periodo positivo, frutto di una sola sconfitta nelle ultime sei partite. Essere riusciti a smezzare la posta in palio ha fatto sì che il gruppo di Fabio Nisticò potesse mettere un altro mattoncino nella corsa in cui rientrano altre squadre come Alba, Derthona, Lavagnese, Pinerolo, Vogherese ecc., ovvero la corsa a scrollarsi di dosso la zona playout. In più bisogna aggiungere che i collinari hanno messo in mostra l’ennesima dimostrazione di quanta voglia e grinta dispongano, costretti a rimontare un gol di svantaggio dopo appena dieci minuti di gioco. Il Gozzano infatti, subito dopo lo scoccare dei seicento secondi di gara, ha sfondato sulla sinistra con Di Paola, il quale con un cross radente ha costretto Faccioli alla respinta corta, su cui si è avventati come un falco Piraccini, abile ad appoggiare di destro al volo a porta ormai sguarnita. Il portierone classe ‘98 forse poteva fare meglio nell’occasione, ma come i grandi campioni ha trovato modo di riscattarsi in un primo tempo che ha visto il Chieri soffrire le avanzate ospiti. È stato soprattutto Rao a mettere a soqquadro la retroguardia azzurra nei primi 45’, imperversando su tutto il fronte d’attacco e creando spesso pericoli di fronte alla porta difesa dall’ex Pinerolo. Faccioli però non si è demoralizzato ed ha prima sfoderato un intervento prodigioso proprio su Rao, per poi ripetersi in uscita sul tentativo di doppietta di Piraccini a fine primo tempo. I padroni di casa hanno provato qualche sortita in contropiede con Vono, senza però creare troppi grattacapi dalle parti di Vagge.

Tutt’altra storia nella ripresa. Sin dal fischio del direttore di gara che ha ridato il via alle ostilità si è percepita una determinazione diversa negli animi dei giocatori di Nisticò, che non a caso dopo soli due minuti hanno trovato il pareggio con un’azione corale da strabuzzare gli occhi. Lancio dalle retrovie del solito Noia, nettamente uno dei migliori in campo, a pescare Capra largo sull’out di destra, cross sul secondo palo per la sponda di testa di Gasparoni e conclusione di prima di esterno destro, manco a dirlo, di Vono, che in men che non si dica ha rimesso la gara sui binari giusti. Da lì in poi il secondo tempo è stato un monologo azzurro. Dalla regia del già citato Noia alla solidità di Da Silva, dalle sgroppate di Gasparoni alla sorprendente lucidità del giovanissimo Croce (classe 2006), alla seconda gara da titolare consecutiva. Il tutto esaltato infine dalla classe di Vono, capace di far venire ripetutamente il mal di testa ai difensori rossoblù. Se non fosse stato per un pizzico di tracotanza il fantasista, grande ex della contesa, avrebbe potuto anche firmare un paio di gol in più e portare a casa i tre punti. Sulla sua strada però ci si è messo prima lui stesso con una scelta poco lucida in fase di contropiede tre contro uno, in cui invece di servire Bacchin tutto solo ha provato l’eurogol da quaranta metri calciando a lato; successivamente ci ha invece pensato Vagge con un autentico miracolo a levare dalla porta un suo pallonetto su cui molti stavano già esultando. Nemmeno gli ingressi di Milosevic e Venancio da una parte e di Infantino e Schimenti dall’altra hanno però scalfito il risultato di 1-1. Lo stesso risultato della gara di andata permette così al Chieri di portarsi a quota 28 punti, alla pari con Lavagnese, Pinerolo e Derthona, e di muovere ancora la classifica per la quinta partita di fila, in attesa di riprendere in data domenica 18 Febbraio nella complicata trasferta in casa del RG Ticino.

IL TABELLINO

CHIERI-GOZZANO 1-1
RETI (0-1; 1-1): 11’ Piraccini (G), 2’ st Vono (C).

CHIERI (3-4-3): Faccioli; Croce, Noia, Da Silva (36’ st Moretti); Capra, Marianeschi (28’ st Venancio), Zenuni, Gasparoni (41’ st Dumani); Bacchin (28’ st Mammarella), Diop (22’ st Milosevic), Vono.
A disp.: Pedone, Massaro, Sussetto, Bellocchio.
All. Nisticò.

GOZZANO (4-3-1-2): Vagge; Bianchi, Graziano, Ferrari R., Di Paola; Cento, Capellupo, Fragomeni (10’ st Infantino); Piraccini (22’ st Pennati); Rao (32’ st Di Giovanni), Pereira (15’ st Schimenti).
A disp.: Del Duca, Santi, Kolpachkov, Ferrari E., Lettieri.
All. Schettino.

ARBITRO: Costa di Busto Arsizio.
ASSISTENTI: Magnifico di Bari e Tangaro di Molfetta.

AMMONITI: 39’ Graziano (G), 27’ st Da Silva (C), 43’ st Zenuni (C).