Ti trovi in: Serie D
da Calcio Chieri 1955 | Lug 6, 2021 | Serie D
Determinati e carichi per la prossima stagione. È questo lo slogan del numero uno azzurro Luca Gandini e del tecnico Marco Didu. Avanti ancora insieme, come peraltro già concordato da tempo, con la speranza di vivere un’annata meno influenzata dal covid.
“Ci siamo trovati con Paolo Vautretto e il mister un mese fa, quando doveva ancora finire il campionato. Didu ci ha fornito alcuni input migliorativi e noi abbiamo fatto altrettanto – spiega il presidente del Chieri -. Gli obiettivi di inizio anno comunque sono stati raggiunti. Dopo la gara di Sanremo eravamo tutti stravolti. È stata un’annata faticosa per i tantissimi aspetti organizzativi legati al covid. Ho sentito di più il nostro medico sociale che il nostro allenatore. Ho preferito quindi lasciar passare alcune settimane per staccare tutti la spina per poi programmare la prossima stagione con maggior lucidità. Al rientro dalle sue vacanze ci rivedremo per definire la prossima stagione”.
Tra questi obiettivi anche il podio nella classifica Giovani Di Valore. Gli azzurri hanno chiuso al secondo posto: “Era un obiettivo a cui tenevo molto. A parte alcune eccezioni importanti, come il Gozzano, le squadre che sono arrivate intorno al Chieri in questa classifica o sono retrocesse o si sono salvate all’ultima giornata. Questo risultato è anche merito della gestione di Didu. Per me era un obiettivo perché è un sintomo importante. Trovare una società dilettantistica che gioca in D con i suoi giovani è molto difficile e non è affatto scontato. Noi giochiamo con i nostri giovani. E vorrei che questa tendenza fosse replicata per il terzo anno consecutivo, anche se, causa pandemia, nessuna società conosce il reale valore dei 2003 e 2004 che ha in casa. Lanciare dei giovani tra i professionisti? Noi dobbiamo pensare di costruire giocatori per la serie D del Chieri, poi se potranno andare più su ancora meglio”.
“La volontà è sempre stata quella di proseguire – ribadisce anche il tecnico Marco Didu, ritornato a Chieri la scorsa estata dopo aver vestito l’azzurro da giocatore – Per il presidente la stagione è stata sufficiente, io sono però molto esigente e per me è stata una stagione che a livello di punti dovevamo fare di più. Sul piano delle prestazioni ci sono stati momenti in cui abbiamo espresso un buon calcio, ad esempio quando abbiamo fatto quei pareggi nel girone di andata pur passando sempre in vantaggio. All’inizio del girone di ritorno alcuni infortuni ci hanno tolto un po’ di sicurezza, ma devo fare i complimenti a tutta la società, i calciatori e lo staff per come abbiamo reagito dopo il focolaio covid. Il problema di non concretizzare quanto espresso è poi ritornato nelle ultime giornate di campionato”.
Salvezza raggiunta con cinque gare di anticipo, ma non solo: “Oltre alla salvezza, l’altro obiettivo era la valorizzazione dei giovani. Benassi, Ozara, Gerbino e anche il 2004 Mosole si sono consacrati in questa categoria. Infatti, la cosa che mi piace della classifica dei giovani è che non è venuta a caso, ma facendo fare determinati numeri di gare a giocatori che non sapevamo come avrebbero reagito in questa categoria. La cosa che devono comprendere in vista della prossima stagione è che non saranno più giovani che devono ambientarsi, ma devono essere protagonisti e quindi devono fare uno scatto verso l’alto”.
Con l’inizio del prossimo campionato fissato il 12 settembre e la Coppa Italia il week end precedente, il ritiro del Chieri versione 2021/2022 partirà nei primi giorni di agosto.
Ma con quali obiettivi? “Bisogna ripartire dalle basi di quanto costruito quest’anno e alzare l’asticella. Per farlo occorre un salto di qualità a livello caratteriale – prosegue ancora Didu – I cali che abbiamo avuto quest’anno sono questo aspetto. Sia quando non riuscivano a chiudere le partite, sia nei momenti di difficoltà. Perché tutte le squadra passano dei momenti difficili e lì bisogna unirsi ancora di più. E in quei frangenti occorrono quei giocatori che nei momenti difficili tirano fuori qualcosa in più e trascinano gli altri”.
Sul fronte mercato, più che ruoli o “nomi”, sull’identikit dei giocatori da inserire sono tutti d’accordo: “Ne stiamo ovviamente parlando con la società. Il nostro obiettivo è di inserire qualche elemento con le caratteristiche di cui parlavamo prima. Dal punto di vista difensivo abbiamo fatto un ottimo lavoro. La perdita di Abelli si è sentita molto; un giocatore che si fa dare la palla e non ha paura a cercare la giocata. Elementi come Gerbino e Mosole hanno bisogno di essere guidati sul campo da qualcuno di esperto in mezzo al campo: è in quella zona che bisogna caricarsi la squadra sulle spalle. Insomma, giocatori che riescono a trasportare in campo le idee del mister”.
da Ufficio stampa | Lug 2, 2021 | Serie D, Comunicati
Il rapido cambiamento nei valori e nei comportamenti della società impone l’adattamento ad una nuova quotidianità.
In questo contesto, come inizio di un percorso di profonda trasformazione e in concomitanza con l’inizio della nuova stagione sportiva 2021/2022, il Chieri ha deciso di presentare la sua nuova identità, con un restyling che guarda ai valori di oltre 65 anni di storia.
La nuova immagine riflette il Chieri di oggi e domani, una realtà che contribuisce allo sviluppo delle nuove generazioni, investendo in infrastrutture, salute, sicurezza e formazione.
Attraverso una nuova denominazione sociale, A.S.D. Chieri, ed un procedimento di semplificazione grafica, si è giunti ad un nuovo logo che segue un approccio comunicativo contemporaneo, ispirato all’immediata identificazione, piena riconoscibilità e concreta attrattività del brand.
L’araldica lascia spazio ad una grafica lineare, con tratti più marcati e adatti agli utilizzi nel mondo della comunicazione di oggi, per una maggiore versatilità su stampa e dispositivi digitali. Si conservano alcune caratteristiche visive dello stemma originale, come lo scudo inquartato con croce rossa in campo bianco ed il leone illeopardito, a scapito di elementi più classici come la testa del Genio Alato. Il lettering della scritta Chieri, rappresentato all’interno dello stemma, racchiude idealmente gli elementi, a simboleggiare l’unione e l’appartenenza ad una comunità di sportivi con uguali ideali. L’azzurro, da sempre associato al club, prevale nello sfondo, segno distintivo di una nuova identità.
da Calcio Chieri 1955 | Giu 19, 2021 | Serie D
Anche l’ultima recita azzurra di questa stagione ha più o meno lo stesso copione delle gare che hanno determinato la classifica finale della squadra di Marco Didu. Chieri in palla, capace per lunghi tratti del match di fare la partita, gol e occasioni da scartare come cioccolatini, ma alla fine a sorridere sono gli avversari.
A Sanremo finisce 4-3 per i padroni di casa. Sotto 3-2 dopo i primi 45 minuti (autorete di Ponzio su cross di Castelletto e gran gol in controbalzo di Mattia Spera), gli azzurri agganciano i liguri dopo sessanta secondi della ripresa grazie al penalty firmato da Diego Valenti. La squadra di Andreoletti però ritrova il vantaggio decisivo dopo appena tre 3′ grazie a Mikhaylovskiy e riesce a portarlo fino in fondo.
Come nella gara interna contro il Derthona, anche questa volta gli episodi ci sono avversi. Nel primo tempo, sul punteggio di 1-1, è Alan Rossi a centrare la traversa con un colpo di testa. Mentre quando siamo già sotto 4-3, vanno vicinissimi al bersaglio grosso ancora Spera (su punizione) e Castelletto (tiro cross velenosissimo), oltre a Bianco che nei minuti di recupero viene toccato in area da Doratiotto ma con la giacchetta nera che preferisce lasciar correre.
“Gara ben giocata dai ragazzi ma che ci vede ancora una volta uscire sconfitti – la fredda analisi di Marco Didu -. Non è la prima volta che succede e questo ci deve far riflettere sui nostri limiti e su cosa dovremmo migliorare per superarli”.
SANREMESE-CHIERI 4-3
ARBITRO: Riccardo Galasso di Ciampino (Lobene e Scopelliti).
RETI: 6’ Danovaro (S), 9’ aut. Ponzio (S), 24’ Miccoli (S), 39’ Convitto (S), 46’ Spera (C); st 1’ Valenti su rig. (C), 4’ Mikhaylovskiy (S).
SANREMESE: Bohli, Ponzio (27’ pt Bastita), Bregliano, Mikhaylovskiy, Murgia (31’ st Lo Bosco), Demontis, Gagliardi, Miccoli (34’ st Doratiotto), Gemignani (23’ st Fenati), Danovaro, Convitto (38’ st Castaldo).
A disp. Dragone, Managò, Coccoluto, Elettore.
All. Andreoletti.
CHIERI: Finamore, Spera (28’ st Pompilio), Pezziardi, Sangiorgi (34’ st Cavarero), Benedetto, De Letteriis, Ozara, Castelletto (37’ st Bianco), Valenti, Della Valle (15’ st Barcellona), Rossi (15’ st Ferrandino).
A disp. Marenco, Benassi, Gerbino, Pedrabissi.
All. Didu.
NOTE: ammoniti Bregliano, Miccoli, Spera. Angoli 3-0 per il Chieri. Recupero 1’ pt, 4’ st.
da Calcio Chieri 1955 | Giu 16, 2021 | Serie D
Per chi ha assistito al De Paoli alle ultime due sfide contro Derthona e Varese diventa molto difficile trovare le parole per spiegare l’amaro zero nella casella dei punti conquistati dagli azzurri.
Se la gara di sabato scorso era stata totalmente a senso unico (3 legni, 7-8 occasioni di gol nitide oltre alla mancata espulsione di Brumat), il match di oggi si stava spegnendo in un onesto 0-0. Meglio il Varese nei primi 45 minuti, meglio la squadra di Marco Didu nella ripresa, specialmente nell’ultimo quarto di gara.
Poi il patatrac prodotto dalla terna arbitrale diretta da Martina Molinaro di Lamezia Terme. In sequenza. Al 23′ fallo su Castelletto al limite, la palla arriva a Ferrandino che carica il sinistro ma la giacchetta nera anziché attendere il concretizzarsi di un eventuale vantaggio, fischia la punizione proprio mentre Ferrandino scarica nell’angolino un sinistro imprendibile nonostante il tuffo di Lassi: ovviamente rete non convalidata, ma perché quel fischio così “tempestivo”? Al 38′ Pautassi scatta sulla linea del fuorigioco e insacca di testa, Molinaro annulla per fuorigioco, il Varese batte con la palla in movimento, Minaj scatta probabilmente oltre la linea difensiva azzurra e davanti a Marenco offre ad Aiolfi il pallone dell’1-0.
Questi gli episodi determinanti all’interno, come dicevamo, di un match equilibrato. In avvio Didu deve fare a meno di Ravasi (rottura dello scafoide della mano durante la sfida con il Derthona) e offre un turno di riposo a Benedetto in vista dalla trasferta di Sanremo. Spazio quindi a Pezziardi sulla corsia di sinistra della difesa a quattro (coppia centrale Conrotto-Dalmasso, a destra Spera), mediana a tre con Gerbino in cabina di regia (ai suoi lati Benassi e Castelletto) e davanti il duo Pedrabissi-Valenti supportato da Ferrandino.
Il Varese di Ezio Rossi risponde con un 3-5-2 dalla grande fisicità e corsa. L’ex Juve e Cuneo Quitadamo comanda la retroguardia, Snidargic è il metronomo della truppa e le mezzeali Balla e Gazo i giocatori deputati a riempire l’area di rigore.
Nel primo tempo sono i biancorossi a muoversi meglio. Sow scheggia la traversa al 16′ Conrotto salva sulla linea al 29′ e al 34′ Balla spreca dal dischetto un penalty fischiato per un fallo di mano del capitano azzurro, Nel mezzo una bellissima conclusione di testa di Pedrabissi, su assist di Benassi, neutralizzata non senza qualche difficoltà da Lassi.
Nella ripresa la verve del Varese si spegne presto, giusto in tempo per un paio di ottime parate di Marenco e per una rete sottomisura annullata dall’assistente di Molinaro. Il Chieri infatti cresce in modo esponenziale con il passare dei minuti e questo anche quando Didu getta nella mischia diversi giocatori che nel corso della stagione hanno trovato meno spazio.
Il resto lo abbiamo già raccontato. Il gol-non gol di Ferrandino, la rete annullata a Pautassi, l’azione irregolare che porta al vantaggio degli ospiti. Nonostante gli schiaffi subiti, gli azzurri si buttano in avanti alla ricerca del pareggio e, siccome la legge di Murphi aleggia sul De Paoli da alcune settimane, nell’ultimo minuto di recupero il Varese trova anche il raddoppio.
Si chiude sabato in casa della Sanremese.
CHIERI-VARESE 0-2
ARBITRO: Molinaro di Lamezia Terme (Barbanera – Di Dio).
RETI: 39′ st Aiolfi (V), 50′ Balla (V).
CHIERI: Marenco; Spera, Conrotto (13′ st Pautassi), Dalmasso, Pezziardi; Benassi (33′ st Cavarero), Gerbino (25′ st Ozara), Castelletto; Ferrandino (43′ st Barcellona); Pedrabissi (10′ st Rossi), Valenti.
A disp. Finamore, De Letteriis, Pompilio, Sangiorgi.
All. Didu.
VARESE: Lassi, Polo, Quitadamo, Parpinel, Sow (27′ st Aiolfi), Nicastri (27′ st Baeak), Mamah (19′ st Capelli), Snidarcig (19′ st Minaj), Aprile, Gazo (41′ st Mapelli), Balla.
A disp. Fall Amadou, Dellavedova, Ebagua, Otele Nnanga.
All. Rossi.
NOTE: ammonito Castelletto (C). Espulso Pautassi al 49′ st.
da Calcio Chieri 1955 | Giu 12, 2021 | Serie D
Partita a senso unico forse non rende ancora l’idea del dominio, in termini di gioco e occasioni create, del Chieri sul Derthona, eppure a ridere alla fine sono gli ospiti, capaci di colpire nell’unico tiro nello specchio della nostra porta.
Gara sontuosa della squadra di Didu, capace di creare almeno dieci occasioni, di colpire tre legni e di chiamare al miracolo l’estremo Rosti in almeno tre situazioni.
Certo che quando non concretizzi un simile predominio, è inevitabile non farsi una buona dose di mea culpa. Esercizio che dovrebbe probabilmente effettuare anche la terna arbitrale, che dopo una manciata di minuti dall’inizio della sfida ha sorvolato su un bruttissimo fallo antisportivo di Brumat, che ha colpito due volte in rapida successione Jack Della Valle. Parapiglia, panchina del Chieri in campo, giocatori del Derthona che allontanano Brumat già pensando al cartellino rosso, e invece il tutto finisce con un nulla di fatto.
Ma veniamo al match. Didu conferma il 4-3-1-2 delle ultime settimane ma con alcune novità. Non c’è capitan Conrotto, fresco papà di Filippo (auguri!) e, valutando anche le tre gare in otto giorni, il tecnico azzurro mischia parecchio le carte. Rientra dal 1’ De Letteriis (dopo il warmup contro il Bra) che prende posto al fianco di Benedetto, con Pezziardi e Pautassi sulle corsie; in mediana comanda Sangiorgi, ai suoi lati Gerbino e Della Valle; davanti la coppia Ravasi-Bianco supportata da Pedrabissi.
Il Derthona dell’ex Zichella risponde con un 4-3-3 dove spiccano nomi come Manasiev, Zerbo e Spoto. Difesa a quattro con Brumat e Gualtieri sulle corsie e la coppia centrale Tordini-Emiliano; nel cuore del gioco Cardone, Lipani e Manasiev; davanti il tridente composto dal puntero Spoto e dalle ali Zerbo e Gueye.
Il primo tempo è tutto azzurro. In un De Paoli bollente e nuovamente con il pubblico, l’undici di Didu mostra ottime trame di gioco, spirito combattivo e in definitiva un impianto di gioco più collaudato.
Nei primi 60 minuti il Derthona è come uno di quei pugili che barcollano in mezzo al ring e sembrano attendere il pugno giusto per andare al tappeto. Si gioca praticamente nella sola metà campo dei bianconeri e gli azzurri collezionano palle gol come se fossero figurine Panini.
Al 14’ punizione di Sangiorgi e deviazione di testa di Ravasi fuori di non molto. Sei minuti dopo il Chieri trova anche il vantaggio con il tapin vincente di Bianco, che ribatte in rete la respinta di Rosti sulla conclusione di Della Valle, ma la terna arbitrale annulla per un sospetto (?) fuorigioco dello stesso Bianco.
Al 24’ ci prova nuovamente di testa, in tuffo, Ravasi, ma non trova lo specchio della porta da posizione defilata.
La squadra di Didu preme sull’acceleratore e gli ospiti arrancano in ogni zona del campo. Al 28’ pennellata di Ravasi, girata al volo a colpo sicuro di Pedrabissi (ispiratissimo) e primo miracolo di giornata di Rosti.
Nella ripresa il canovaccio non cambia. Derthona arroccato davanti a Rosti e Chieri che crea gioco con qualità e continuità. All’8’ occasione per Ravasi su sfera recuperata da Della Valle, ma il nostro numero dieci è murato due volte al momento della conclusione in area. Pochi minuti dopo ha inizio la sequenza dei legni colpiti dai nostri. Con una giocata sontuosa, Pedrabissi va in fuga palla al piede e dai 25 metri lascia partire un bolide di sinistro che s’infrange all’incrocio dei pali. Al 13’ ci prova anche Bianco di testa, su corner di Sangiorgi, ma non trova lo specchio.
Poi arriva la più classica delle beffe. Nell’unico break, per giunta in contropiede, prendiamo gol. Pautassi al 19’ viene steso in mezzo al campo, la giacchetta fa cenno di proseguire e il Derthona riparte in verticale: Spoto supera in velocità Benedetto e batte Marenco.
Benedetto e compagni però non demordono e tornano a raggranellare occasioni su occasioni. Al 23’ magia di Pedrabissi su punizione, ma Rosti si salva con l’aiuto del palo. Dalla bandierina va Sangiorgi e De Letteriis svetta di testa, ma ancora una volta Rosti nega il gol agli azzurri. Didu manda in campo Valenti, Ferrandino, Castelletto e Ozara, e nel finale anche Pompilio, per la sua prima volta in D al De Paoli. Al 28’ Ferrandino ci prova dal limite: sfera alta sopra la traversa.
Rimpianti da vendere anche nel finale. Prima un difensore bianconero respinge con il braccio un cross di Pezziardi, poi al 42’ Valenti viene anticipato in area piccola al momento del tiro da un salvataggio in extremis di Lipani. In pieno recupero, dalla sua mattonella, ci prova anche Ferrandino: il suo mancino disegna una punizione imprendibile, ma la traversa ci nega ancora una volta il gol.
Mercoledì si torna in campo per l’ultima casalinga contro il Varese, con la speranza che i Dei del calcio, oggi distratti, tornino a guardare da queste parti.
CHIERI-DERTHONA 0-1
Arbitro: Costa di Milano (Antonicelli – Annoni).
RETE: 19’ st Spoto (D).
CHIERI: Marenco; Pezziardi, Benedetto, De Letteriis, Pautassi; Gerbino (39’ st Pompilio), Sangiorgi (26’ st Castelletto), Della Valle (33’ st Ozara); Pedrabissi (26’ st Ferrandino); Ravasi, Bianco (30’ st Valenti).
A disp. Finamore, Dalmasso, Spera, Rossi.
All. Didu.
DERTHONA: Rosti, Brumat, Gualtieri, Tordini, Emiliano, Lipani, Zerbo (45’ st Akouah), Cardone (30’ pt Mutti; 42’ st Magne), Spoto (39’ st Mingiano), Manasiev, Gueye.
A disp. Parodi, Giura, Maggi, Andriolo, Casagrande.
All. Zichella.
NOTE: ammoniti Brumat, Zerbo, Lipani, Emiliano, Mutti, Manasiev (D).
da Calcio Chieri 1955 | Giu 7, 2021 | Serie D
Un match condotto a lungo, alcune opportunità per il doppio vantaggio e poi quel calcio di rigore che ha cambiato l’inerzia della sfida. Non può che esserci dell’amarezza nell’analisi di Marco Didu sulla sconfitta maturata nel finale contro il Bra: “Peccato soprattutto per i ragazzi. Per mole di sacrificio e qualità nelle ripartenze avrebbero meritato decisamente di più – sottolinea il tecnico azzurro -. Abbiamo avuto due volte il pallone per il 2-0 e, nella ripresa, anche le occasioni per passare nuovamente in vantaggio e per pareggiare. E’ stato decisivo l’episodio del rigore, del tutto inaspettato e che il Bra si è trovato senza aver fatto nulla per ottenerlo. Arrivato per giunta su una palla ormai nostra. Detto questo, la squadra ha fatto una buonissima partita, non concedendo al Bra un tiro in porta per oltre 50′. Mi dispiace non aver capitalizzato questa prestazione. Quest’anno è mancata una caratteristica che invece i nostri avversari hanno dimostrato di avere. E cioè quella capacità di vincere questa tipologia di partite, di non farsi abbattere dagli episodi negativi e quindi di tirare fuori quel qualcosa in più necessario per portarsi a casa i tre punti”.
Restano ancora tre sfide tuttavia per rimpinguare i punti in classifica: “Abbiamo due gare consecutive a casa nostra e dobbiamo cercare di fare più punti possibili. Giocando con questo spirito e con la voglia di determinare, specie negli ultimi 20 metri dove il Bra oggi ha dimostrato di avere giocatori in grado di incidere sulle partite”.