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VONO-BALAN-MOREO: TRIS DA RISCOSSA

Modo migliore per chiudere prima della sosta non poteva esserci. Soprattutto per il contesto non facile in cui il Chieri si trovava prima dello scontro diretto con il Borgosesia. Il rischio era quello di scoraggiarsi dopo l’ingiusta sconfitta in terra valdostana, per poi sentire troppo la pressione per una vittoria che mancava dall’1 Novembre (1-0 a Lavagna) e che contro i granata era obiettivo imprescindibile. Il tecnico Nisticò ed il gruppo azzurro sono stati invece bravissimi a mantenere la calma e la lucidità necessarie per non fallire l’appuntamento e per conquistare tre punti esiziali per la classifica.

LA PARTITA

L’ultima gara pre sosta si apre con una novità in casa azzurra, o meglio dire un ritorno: in porta infatti viene schierato Ramon Virano, estremo difensore classe 2004 che il Chieri ha riaccolto dopo i primi mesi di stagione passati in forza all’Alessandria in Serie C. Dovendo sopperire all’assenza dello squalificato Noia Nisticò opta per un 4-3-1-2 con il rientro di Balan mezzala e con Zenuni piazzato trequartista dietro alla coppia di attaccanti formata da Moreo e Vono. Quest’ultimo, come spesso accade, si dimostra sin da subito faro della manovra offensiva chierese, ed è soprattutto da sottolineare la sua volontà di entrare nel gioco sin da inizio azione e di mettersi totalmente al servizio della squadra.

Dopo una prima fase di studio il fantasista classe 2000 comincia a scaldare il piedino dialogando bene sull’out di destra combinando e con gli inserimenti di Balan e con le sovrapposizioni di Capra. Tutto propedeutico allo squillo decisivo che stappa il match a pochi minuti dalla mezz’ora. Angolo battuto proprio da Vono, scambio rapido con Moreo che gli restituisce palla, destro a giro alla Del Piero, sfera che sbatte sotto l’incrocio dei pali e si insacca in rete. È il terzo gol in campionato per Vono, tutti siglati nelle ultime otto partite, a dimostrazione dell’ottimo momento di forma che sta attraversando. Passano cinque minuti in cui ad ergersi a protagonisti sono i due giovani portieri classe 2004. Prima Virano è bravo a mandare in angolo una chiusura in extremis di Capra che si stava trasformando in autogol, poi Uva è sensazionale nel negare un gol a Zenuni che avrebbe chiuso un’azione magistrale che aveva coinvolto Vono e Moreo.

L’appuntamento con il raddoppio per i padroni di casa però è solamente rimandato. Al 33’ il direttore d’orchestra è sempre Vono: palla giocata larga su Marianeschi, che con un cross telecomandato pesca la testa di Balan, il quale sigla il 2-0 trovando il suo primo gol in questa stagione.

Una vera e propria boccata di puro ossigeno che permette ai collinari di chiudere il primo tempo in vantaggio di due gol.
Ossigeno che si rivela quanto mai prezioso nella ripresa, dal momento che, come prevedibile, i ragazzi di Moretti rientrano dagli spogliatoi con la bava alla bocca e decisi a tentare il tutto per tutto per centrare una clamorosa rimonta. Il tecnico granata prova subito a mescolare le carte in tavola con l’ingresso di Del Barba al posto di Tobia, ma la solfa non cambia. Basta infatti un quarto d’ora scarso al Chieri per siglare la rete che chiude virtualmente la contesa. Marianeschi recupera palla e mette in movimento Zenuni che, dopo una dirompente progressione in avanti illumina il proscenio con un filtrante al bacio per Moreo, abile a tagliare alle spalle della difesa ospite ed a trafiggere Uva con un velenoso destro rasoterra.

Terzo gol in campionato anche per Moreo, che non segnava dal 24 Settembre nell’1-0 contro l’Asti. Moretti prova la mossa della disperazione con Soldi e Colombo al posto di Monteleone e Duse ma ormai è troppo tardi. Gli azzurri si chiudono dietro in maniera compatta, entra anche Simic per Moreo per blindare il fortino con il passaggio al 3-5-2 maggio con Balan braccetto di destra della difesa a tre. Il gol della bandiera granata di Henin a recupero iniziato serve solo per le statistiche, ma ovviamente non va ad intaccare la riconquista dei tre punti per il Chieri, che potrà vivere la sosta con rinnovata fiducia in vista della ripresa del 7 Gennaio, giorno in cui gli azzurri verranno messi di fronte ad un altro scontro diretto con il Pinerolo.

IL TABELLINO

CHIERI-BORGOSESIA 3-1
RETI (3-0; 3-1): 26’ Vono (C), 33’ Balan (C), 14’ st Moreo (C), 46’ st Henin (B).

CHIERI (4-3-1-2): Virano; Capra, Moretti, Da Silva, Gasparoni (45’ st Ciociola); Balan, Mammarella (42’ st Sussetto), Marianeschi; Zenuni (42’ st Jaures); Vono, Moreo (29’ st Simic).
A disp.: Faccioli, Massaro, Palmiere, Croce, Maniscalco.
All. Nisticò.

BORGOSESIA (3-5-2): Uva; Iannacone, Derbali, Rekkab; Monteleone (20’ st Soldi), Bertoni, Duse (20’ st Colombo), Tunesi, Peritore (29’ st Giacona); Tobia (7’ st Del Barba) Manara (42’ st Henin).
A disp.: Vittoni, Maselli, El Achkaoui, Disisto.
All. Moretti.

ARBITRO: Selvatici di Rovigo.
ASSISTENTI: Grosso di Acireale e Riccobene di Enna.

AMMONITI: 13’ st Da Silva (C), 41’ st Zenuni (C).

UN ROSSO INVENTATO PUNISCE IL CHIERI

Ancora una volta il Chieri è costretto a tornare a casa senza raccogliere quanto meritato. La trasferta in casa PDHAE rappresentava un’ottima occasione per magari riacciuffare i tre punti e mettere un minimo di distacco con le posizioni di classifica che scottano.

Una sfida aperta a qualsiasi risultato che le due squadre avevano iniziato con il giusto piglio, aggredendo ogni pallone come fosse l’ultimo e cercando il vantaggio.

Il gruppo di Nisticò aveva sin da subito preso in mano il pallino del gioco, galvanizzato dalle giocate del tandem offensivo formato da Bacchin e dal rientrante Vono, letteralmente imprendibile nei primi scampoli di match.

Il fantasista classe 2000 aveva prima sfiorato l’incrocio dei pali con un siluro dalla distanza, per poi servire cioccolatini a profusione per i compagni. Capra non era arrivato per un soffio sul primo, Da Silva non aveva trovato la porta di testa sul secondo, infine Bacchin era stato stoppato da un miracoloso Siamatas.

L’ex Primavera del Brescia stava facendo venire il mal di testa a Marcaletti, ed a ridosso della mezz’ora dopo una sgasata aveva messo Dumani tutto solo davanti alla porta vuota, ma da un metro l’esterno azzurro si era incredibilmente mangiato il gol dell’1-0. Insomma, c’erano tutti i presupposti per poter tornare alla vittoria per il Chieri. Ma, da lì in poi, il protagonista della sfida è cambiato. Peccato che non si sia trattao di uno dei ventidue giocatori, ma del direttore di gara. Il signor Travaini della sezione di Busto Arsizio si è infatti inventato dal nulla una doppia ammonizione ai danni di Noia, prima per un fallo inesistente a metà campo, poi per un fallo di mano in area che ha portato Torromino a siglare il vantaggio orange su rigore. Rigore che poteva anche starci, se non fosse che l’azione fosse viziata da un enorme fuorigioco di Argento. Nel giro di cinque minuti sostanzialmente il Chieri si è trovato sotto di un gol e di un uomo in maniera a dir poco ingiusta.

Nisticò è stato dunque costretto a rimodellare il suo schieramento tattico, inserendo Gasparoni al posto di Dumani ad inizio ripresa e disegnando un 4-4-1 con Bacchin falso nove, Capra e Gasparoni terzini e Vono e Zenuni esterni. Il bello è che gli azzurri hanno comunque tenuto decisamente il pallino del gioco in mano, nonostante l’inferiorità numerica, pressando senza sosta i valdostani e mettendo in seria difficoltà la retroguardia di Ezio Rossi. A parte un paio di tentativi da fuori di Torromino e Nacci infatti Faccioli non ha corso nessun pericolo, mentre Siamatas si è dovuto nuovamente superare su una conclusione dalla distanza di Zenuni e successiva ribattuta ravvicinata del neoentrato Balan.

Quando non ci è arrivato il portiere orange ci ha pensato invece il classe 2005 Mendez, decisivo nel salvare i suoi immolandosi su un sinistro acrobatico al volo di Bacchin che sarebbe andato ad insaccarsi sotto la traversa. Di occasioni per segnare i ragazzi di Nisticò ne hanno create tante, ma ovviamente la benzina, che è durata più del previsto grazie alla voglia ed al cuore degli azzurri, ad un certo punto è finita dopo aver giocato per un’ora abbondante in dieci contro undici. Nisticò dovrà fare un super lavoro per evitare che i suoi si scoraggino ulteriormente, dato che l’ultima gara di Dicembre vedrà i chieresi di fronte al Borgosesia ultimo. Gli episodi contro i granata andranno portati a proprio favore, in modo da tornare alla vittoria prima della sosta natalizia.

IL TABELLINO

PDHAE-CHIERI 1-0
RETI: 43’ rig. Torromino.

PDHAE (4-4-2): Siamatas; Mendez, Orlando, Marcaletti, Florio R.; Torromino, Nacci, Grieco (26’ st Maugeri), Sassi; Argento (19’ st Doratiotto), Yoccoz (41’ st Papa).
A disp.: Iacobucci, Challancin, Florio J., Nappi, Cosentini, Cancellieri.
All. Rossi.

CHIERI (3-5-2): Faccioli; Moretti, Noia, Da Silva; Capra, Marianeschi (26’ st Balan), Mammarella, Zenuni, Dumani (1’ st Gasparoni); Bacchin (47’ st Massaro), Vono.
A dips.: Ciquera, Balan, Jaures, Moreo, Simic, Sussetto, Maniscalco.
All. Nisticò.

ARBITRO: Travaini di Busto Arsizio.
ASSISTENTI: Giannone di Arco Riva e Perri di Lamezia Terme.

AMMONITI: 31’ Noia (C), 2’ st Marcaletti (P), 5’ st Mendez (P), 29’ st Vono (C), 32’ st Da Silva (C), 36’ st Capra (C).

ESPULSI: 43’ Noia (C) per doppia ammonizione.

Rimonta sfiorata

Un maledetto palo. È ancora un legno a negare punti che sarebbero stati più che meritati per il Chieri nello scontro diretto con l’Alba. Quel legno alla sinistra di Bergonzi che ancora trema dopo la sassata con cui Moreo, entrato dalla panchina, stava per firmare una rimonta che avrebbe dato tanto morale alla truppa di Nisticò in vista delle deicatissime sfide salvezza prima della sosta natalizia. Tentativo di rimonta che gli azzurri avevano dovuto intraprendere dopo solo venti minuti, condizionati da un paio di svarioni difensivi che avevano portato Albisetti a siglare una doppietta pesantissima. Tra una leggerezza di Capra ed uno scivolone involontario di Noia, la punta dei langaroli si era dimostrata di razza purissima, bucando Faccioli con due mancini precisi e portando così l’Alba a fare la partita che voleva fare. Tutto il contrario del Chieri, che invece in neanche mezz’ora si è trovato di fronte ad un’impresa difficile da portare a termine, perfettamente consapevole della tattica che da lì in poi avrebbe adottato il tecnico avversario Viassi. Alba arroccato dietro per non lasciare spiragli, guidato però da un vero e proprio muro, ovvero l’arrivato Samuele Scotto. Al centrale classe 2001, fedelissimo di Viassi dai tempi di Fossano, non sono serviti particolari allenamenti per entrare nei meccanismi difensivi dei rossoblù. Le palle alte ovviamente sono state tutte sue, ma in più ci ha messo una lettura negli anticipi ed un’intelligenza tattica che hanno reso la vita davvero difficile a Bacchin e Vono. Quest’ultimo però non si è dato per vinto e, a ridosso della mezz’ora di gioco, ha battuto una punizione dalla trequarti che ha tratto in inganno Bergonzi: la prendo io, la prendi tu, alla fine non la tocca nessuno e la sfera si è infilata lemme lemme in porta. Una ventata di speranza sulle ali degli azzurri, che a dieci minuti dalla fine del primo tempo avrebbero potuto pareggiare, ma la conclusione dal limite di Zenuni è sfilata di pochissimo a lato del palo.

La ripresa è stata un monologo chierese, ed è anche per questo che alla fine lo 0 fatto registrare alla casella punti sarà così difficile da digerire. Nisticò al rientro dagli spogliatoi ha stravolto tatticamente la squadra, inserendo Sussetto al posto di Dumani e schierando i suoi con un 4-3-1-2. Capra e Gasparoni terzini, il neoentrato classe 2005 mezzala e Zenuni trequartista. Da lì in poi è stato dominio azzurro, sotto tutti i punti di vista, ma la rete del pareggio non è voluta in nessun modo arrivare. Proprio Zenuni ha sfiorato subito l’incrocio dei pali dopo essere stato imbeccato da un inesauribile Marianeschi. Poi ci hanno provato in sequenza Bacchin, stoppato da un superlativo intervento di Bergonzi, e Vono, che ha mancato di millimetri l’aggancio a tu per tu con il portiere avversario dopo l’assist geniale di Marianeschi, frutto della sua ennesima palla recuperata a centrocampo. Tutto questo fino ad arrivare all’ingresso in campo di Moreo, l’uomo che è andato a centimetri dal cambiare le sorti della giornata e della settimana azzurre. Se non fosse stato per quel maledetto palo. Insomma, il Chieri ha evidentemente un conto aperto con la dea bendata, nella speranza che il trend possa invertirsi già dalla prossima sfida con la Sanremese, altro scontro fondamentale in chiave salvezza. Quella con i langaroli era infatti la prima di quattro partite contro le ultime della classifica, ovvero, oltre l’Alba, proprio Sanremese, PDHAE e Borgosesia. Servirà riproporre la voglia fatta vedere nella ripresa contro l’Alba per tornare a conquistare quei tre punti che mancano dall’1 novembre, curiosità del destino proprio in un’altra trasferta ligure (1-0 a Lavagna).

IL TABELLINO

CHIERI-ALBA 1-2
RETI (0-2; 1-2): 12’ e 21’ Albisetti (A), 30’ Vono (C).

CHIERI (3-5-2): Faccioli; Capra, Noia, Da Silva; Dumani (1’ st Sussetto), Marianeschi, Simic (27’ st Jaures), Zenuni, Gasparoni; Bacchin (27’ st Moreo), Vono.
A disp.: Romero, Moretti, Balan, Massaro, Ferrando, Ciociola.
All. Nisticò.

ALBA (3-4-3): Bergonzi; Dieye, Scotto, Giraudo; Barracane, Cena, Perego (18’ st Galasso), Foschi; Bonelli (13’ st Galvagno), Albisetti (25’ st Barbagiovanni), Carnovale (41’ st De Simone).
A disp.: Chiavassa, Sia, Imperato, Zoboli, De Bellis.
All. Viassi.

ARBITRO: D’Andria di Nocera Inferiore.
ASSISTENTI: Lattarulo di Treviglio e Bonicelli di Bergamo.

AMMONITI: 5’ st Giraudo (A), 36’ st Gasparoni (C), 49’ st De Simone (A).

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