da Calcio Chieri 1955 | Lug 7, 2021 | Serie D, Comunicati
Il Chieri rilancia e riesce a riportare a “casa” Vincenzo Manzo. L’ex tecnico azzurro (quattro ottime stagioni condite con il trionfo nella Coppa Italia 2017) ritorna dunque a Casa Chieri ma in una nuova veste, quella di direttore tecnico della società. Sarà lui il punto di riferimento tecnico per tutto il club con l’obiettivo di alzare l’asticella nelle varie aree, dalla Serie D alla Scuola Calcio passando per il settore giovanile.
Un nuovo ruolo dopo 23 stagioni vissute intensamente in panchina, scalando via via tutte le categorie, lanciando giovani su giovani nel grande calcio e togliendosi grosse soddisfazioni arrivando ad allenare anche in Serie C. Dai dilettanti nel torinese alle panchine nazionali nei vivai di Novara e Como, poi tanta D a Borgosesia e a Chieri, fino alle recenti esperienze a Legnano e sulla panchina del Piacenza: Vincenzo Manzo ha sempre spinto sull’acceleratore, con la stessa passione del primo giorno ma con competenze di altissimo livello.
“Sono molto contento di aver chiuso l’accordo con Vincenzo e di riabbracciarlo nella nostra famiglia – le prime parole del presidente Luca Gandini – Non conoscevo il suo desiderio di abbandonare il ruolo di allenatore per un impegno diverso nel calcio. Quando l’ho saputo non ci siamo fatti sfuggire l’opportunità e abbiamo trovato l’intesa molto rapidamente. Ritengo sia un elemento che possa far crescere tutta la società e sono certo saprà dare il giusto supporto a Marco Didu e a tutti gli altri tecnici”.
“Sono felicissimo e motivatissimo – esordisce Manzo – Dopo 23 anni da allenatore mi sono reso conto che stavo perdendo il killer instinct e la fantasia necessari per questo ruolo. Amo questo sport e ho fatto enormi sacrifici, ma non mi riconoscevo più in un certo modo di fare calcio che è molto distante da come lo interpreto io. Ho allenato in tutte le categorie, mi mancavano solo la A e la B, ma quanto è successo nell’ultima annata tra il covid e il rischio di morire, ho preso questa decisione. Ora toccherà a me far star bene gli allenatori e consentire loro di svolgere al meglio il proprio lavoro”.
Per lui è davvero un ritorno a casa: “Sono stato qui quattro anni, io conosco tutti e tutti conoscono me e quello che posso dare. Ho trascorso al centro sportivo gli ultimi due giorni ed è bellissimo percepire la stima che hanno di me”.
Molte, infine, le affinità con il tecnico azzurro Marco Didu: “È vero, quando ero nella Primavera della Juventus lui giocava nei Giovanissimi, poi l’ho affrontato da avversario, lui in campo e io in panchina. Ci siamo sentiti molto nelle ultime ore e c’è grande sintonia. Ma non solo con lui, anche con Paolo Vautretto, Pino Perfetti e Davide Cravero. Ho tantissima energia e tanti progetti che voglio portare avanti con questo club, che ha un potenziale enorme e mi auguro di essere la persona giusta per valorizzare quanto costruito in questi dalla famiglia Gandini e da tutte le persone che lavorano e hanno lavorato per il Chieri. Sento da parte di tutti grande disponibilità. Ora non resta che lavorare duro”.
Bentornato Vincenzo!
da Calcio Chieri 1955 | Lug 6, 2021 | Serie D
Determinati e carichi per la prossima stagione. È questo lo slogan del numero uno azzurro Luca Gandini e del tecnico Marco Didu. Avanti ancora insieme, come peraltro già concordato da tempo, con la speranza di vivere un’annata meno influenzata dal covid.
“Ci siamo trovati con Paolo Vautretto e il mister un mese fa, quando doveva ancora finire il campionato. Didu ci ha fornito alcuni input migliorativi e noi abbiamo fatto altrettanto – spiega il presidente del Chieri -. Gli obiettivi di inizio anno comunque sono stati raggiunti. Dopo la gara di Sanremo eravamo tutti stravolti. È stata un’annata faticosa per i tantissimi aspetti organizzativi legati al covid. Ho sentito di più il nostro medico sociale che il nostro allenatore. Ho preferito quindi lasciar passare alcune settimane per staccare tutti la spina per poi programmare la prossima stagione con maggior lucidità. Al rientro dalle sue vacanze ci rivedremo per definire la prossima stagione”.
Tra questi obiettivi anche il podio nella classifica Giovani Di Valore. Gli azzurri hanno chiuso al secondo posto: “Era un obiettivo a cui tenevo molto. A parte alcune eccezioni importanti, come il Gozzano, le squadre che sono arrivate intorno al Chieri in questa classifica o sono retrocesse o si sono salvate all’ultima giornata. Questo risultato è anche merito della gestione di Didu. Per me era un obiettivo perché è un sintomo importante. Trovare una società dilettantistica che gioca in D con i suoi giovani è molto difficile e non è affatto scontato. Noi giochiamo con i nostri giovani. E vorrei che questa tendenza fosse replicata per il terzo anno consecutivo, anche se, causa pandemia, nessuna società conosce il reale valore dei 2003 e 2004 che ha in casa. Lanciare dei giovani tra i professionisti? Noi dobbiamo pensare di costruire giocatori per la serie D del Chieri, poi se potranno andare più su ancora meglio”.
“La volontà è sempre stata quella di proseguire – ribadisce anche il tecnico Marco Didu, ritornato a Chieri la scorsa estata dopo aver vestito l’azzurro da giocatore – Per il presidente la stagione è stata sufficiente, io sono però molto esigente e per me è stata una stagione che a livello di punti dovevamo fare di più. Sul piano delle prestazioni ci sono stati momenti in cui abbiamo espresso un buon calcio, ad esempio quando abbiamo fatto quei pareggi nel girone di andata pur passando sempre in vantaggio. All’inizio del girone di ritorno alcuni infortuni ci hanno tolto un po’ di sicurezza, ma devo fare i complimenti a tutta la società, i calciatori e lo staff per come abbiamo reagito dopo il focolaio covid. Il problema di non concretizzare quanto espresso è poi ritornato nelle ultime giornate di campionato”.
Salvezza raggiunta con cinque gare di anticipo, ma non solo: “Oltre alla salvezza, l’altro obiettivo era la valorizzazione dei giovani. Benassi, Ozara, Gerbino e anche il 2004 Mosole si sono consacrati in questa categoria. Infatti, la cosa che mi piace della classifica dei giovani è che non è venuta a caso, ma facendo fare determinati numeri di gare a giocatori che non sapevamo come avrebbero reagito in questa categoria. La cosa che devono comprendere in vista della prossima stagione è che non saranno più giovani che devono ambientarsi, ma devono essere protagonisti e quindi devono fare uno scatto verso l’alto”.
Con l’inizio del prossimo campionato fissato il 12 settembre e la Coppa Italia il week end precedente, il ritiro del Chieri versione 2021/2022 partirà nei primi giorni di agosto.
Ma con quali obiettivi? “Bisogna ripartire dalle basi di quanto costruito quest’anno e alzare l’asticella. Per farlo occorre un salto di qualità a livello caratteriale – prosegue ancora Didu – I cali che abbiamo avuto quest’anno sono questo aspetto. Sia quando non riuscivano a chiudere le partite, sia nei momenti di difficoltà. Perché tutte le squadra passano dei momenti difficili e lì bisogna unirsi ancora di più. E in quei frangenti occorrono quei giocatori che nei momenti difficili tirano fuori qualcosa in più e trascinano gli altri”.
Sul fronte mercato, più che ruoli o “nomi”, sull’identikit dei giocatori da inserire sono tutti d’accordo: “Ne stiamo ovviamente parlando con la società. Il nostro obiettivo è di inserire qualche elemento con le caratteristiche di cui parlavamo prima. Dal punto di vista difensivo abbiamo fatto un ottimo lavoro. La perdita di Abelli si è sentita molto; un giocatore che si fa dare la palla e non ha paura a cercare la giocata. Elementi come Gerbino e Mosole hanno bisogno di essere guidati sul campo da qualcuno di esperto in mezzo al campo: è in quella zona che bisogna caricarsi la squadra sulle spalle. Insomma, giocatori che riescono a trasportare in campo le idee del mister”.
da Calcio Chieri 1955 | Giu 24, 2021 | Settore Giovanile
E’ Alessandro Bettega l’ultimo tassello nel roster dello staff tecnico del settore giovanile azzurro. Classe ’87, cresciuto nella Juventus e, dopo alcune stagioni in serie C, un’esperienza anche nella nostra Prima squadra, Alessandro era tornato a Chieri nella scorsa stagione con il ruolo di allenatore in seconda della Juniores nazionale. Una sola gara ufficiale (peraltro vinta) e adesso la chiamata a guidare un gruppo dei 2009 per l’annata 2021/2022.
Chiamata a cui Bettega ha risposto con entusiasmo: “Sono molto contento di iniziare a guidare i 2009. E’ un percorso, quello dell’allenatore, che voglio iniziare a fare come si deve. Ogni annata ha le sue peculiarità e le sue caratteristiche con, evidentemente, delle basi solide nell’insegnamento che a mio avviso vanno un po’ riviste a livello generale. Perché le difficoltà che si sono viste nei settori giovanili in passato nella crescita dei ragazzi è una responsabilità prettamente dei tecnici. Quello del tecnico e dell’educatore sono ruoli fondamentali. Abbiamo una responsabilità enorme ed è un percorso che mi affascina molto”.
Con la speranza di poter programmare una stagione il più “normale” possibile: “Quest’anno abbiamo fatto davvero tanti allenamenti… Il bilancio di questo primo anno è che mi sono trovato molto bene, perché nonostante il periodo l’organizzazione, le strutture e il modo di fare lo si è vissuto e percepito anche durante la pandemia – spiega Alessandro – Sono mancate le partite, una mancanza emozionale per l’allenatore ma soprattutto di crescita per i giovani calciatori. Poi dal mio punto di vista comunque sono riuscito ad avere il mio spazio, anche per il ruolo che Cristian Viola aveva con la Prima squadra”.
Nel suo approccio al ruolo di allenatore, Alessandro potrà sicuramente prendere qualche spunto dai grandi allenatori avuti nel corso della sua crescita in bianconero: Marchio, Maggiora, Schincaglia, Chiarenza, solo per citarne alcuni: “E’ vero che sono passati anni, però quando guardo a quel periodo ritengo che io come altri eravamo al posto giusto nel momento giusto. La bravura di quegli allenatori era anche quella di imporre il proprio carattere ma con modi diversi a seconda della fascia di età che allenavano. Sicuramente in un settore giovanile ci vuole una linea guida comune ma senza disperdere la ricchezza rappresentata dalla diversità di ogni tecnico. Sempre però con le stesse basi di educazione, rispetto e desiderio di migliorarsi”.
Allenatori che in comune, oltre ad un forte senso di appartenenza, sempre più indispensabile, avevano anche il fatto di essere stati calciatori: “Da ex giocatore forse sono un po’ di parte, ma aver fatto una carriera nel calcio giocato indubbiamente ti arricchisce nonostante ci siano grandi esempi di allenatori di altissimo livello che non hanno mai fatto i professionisti. Imparare alcuni aspetti solo dai libri non è sempre semplice, soprattutto dal punto di vista della psicologia dei ragazzi. Senza scordare l’importanza dell’esempio pratico, quindi essere in grado di far vedere un gesto tecnico”.
da Calcio Chieri 1955 | Giu 19, 2021 | Serie D
Anche l’ultima recita azzurra di questa stagione ha più o meno lo stesso copione delle gare che hanno determinato la classifica finale della squadra di Marco Didu. Chieri in palla, capace per lunghi tratti del match di fare la partita, gol e occasioni da scartare come cioccolatini, ma alla fine a sorridere sono gli avversari.
A Sanremo finisce 4-3 per i padroni di casa. Sotto 3-2 dopo i primi 45 minuti (autorete di Ponzio su cross di Castelletto e gran gol in controbalzo di Mattia Spera), gli azzurri agganciano i liguri dopo sessanta secondi della ripresa grazie al penalty firmato da Diego Valenti. La squadra di Andreoletti però ritrova il vantaggio decisivo dopo appena tre 3′ grazie a Mikhaylovskiy e riesce a portarlo fino in fondo.
Come nella gara interna contro il Derthona, anche questa volta gli episodi ci sono avversi. Nel primo tempo, sul punteggio di 1-1, è Alan Rossi a centrare la traversa con un colpo di testa. Mentre quando siamo già sotto 4-3, vanno vicinissimi al bersaglio grosso ancora Spera (su punizione) e Castelletto (tiro cross velenosissimo), oltre a Bianco che nei minuti di recupero viene toccato in area da Doratiotto ma con la giacchetta nera che preferisce lasciar correre.
“Gara ben giocata dai ragazzi ma che ci vede ancora una volta uscire sconfitti – la fredda analisi di Marco Didu -. Non è la prima volta che succede e questo ci deve far riflettere sui nostri limiti e su cosa dovremmo migliorare per superarli”.
SANREMESE-CHIERI 4-3
ARBITRO: Riccardo Galasso di Ciampino (Lobene e Scopelliti).
RETI: 6’ Danovaro (S), 9’ aut. Ponzio (S), 24’ Miccoli (S), 39’ Convitto (S), 46’ Spera (C); st 1’ Valenti su rig. (C), 4’ Mikhaylovskiy (S).
SANREMESE: Bohli, Ponzio (27’ pt Bastita), Bregliano, Mikhaylovskiy, Murgia (31’ st Lo Bosco), Demontis, Gagliardi, Miccoli (34’ st Doratiotto), Gemignani (23’ st Fenati), Danovaro, Convitto (38’ st Castaldo).
A disp. Dragone, Managò, Coccoluto, Elettore.
All. Andreoletti.
CHIERI: Finamore, Spera (28’ st Pompilio), Pezziardi, Sangiorgi (34’ st Cavarero), Benedetto, De Letteriis, Ozara, Castelletto (37’ st Bianco), Valenti, Della Valle (15’ st Barcellona), Rossi (15’ st Ferrandino).
A disp. Marenco, Benassi, Gerbino, Pedrabissi.
All. Didu.
NOTE: ammoniti Bregliano, Miccoli, Spera. Angoli 3-0 per il Chieri. Recupero 1’ pt, 4’ st.
da Calcio Chieri 1955 | Giu 17, 2021 | Scuola calcio
Dopo otto stagioni, Mirko Di Luca, responsabile della scuola calcio, lascia il club azzurro. “Per motivi personali e in accordo con la società il prossimo anno resterò fermo e sarò il primo tifoso del Chieri – ha spiegato lo stesso Di Luca -. Ringrazio i genitori per la pazienza e i tutti i bambini per l’impegno e la costanza. Desidero ringraziare anche la famiglia Gandini per l’opportunità e la professionalità dimostrata”.
Mentre mancano poche ore al grande passo (Mirko si sposerà quest’oggi: auguri da parte di tutto il club!), arriva anche il saluto del presidente Luca Gandini: “Ringraziamo Mirko per l’ottimo lavoro svolto in tutti questi anni. Per lui le porte di Casa Chieri saranno sempre aperte”.
Come già annunciato nelle scorse settimane, il nuovo responsabile della scuola calcio del Chieri è Davide Cravero.
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