Beppe D’Iglio #ComeBack, Gandini: “Porta qualità e senso di appartenenza”

Oltre 100 presenze in azzurro condite da 16 reti e assist a grappoli. Sulla sirena del mercato ritorna a Chieri Beppe D’Iglio, metronomo di quel centrocampo che ci condusse ad alzare la Coppa Italia di Serie D nel 2017.
La Serie C con Albinoleffe, Cuneo e Piacenza, la vittoria del campionato in D con il Mantova, gli sfavillanti anni in azzurro e gli ultimi sei mesi trascorsi a Siena sotto la corte di Alberto Gilardino. Ne ha fatta di strada il classe ’92 che, da ragazzino, incantava palla al piede nei campi di Torino e provincia, fino a guadagnarsi la chiamata dell’Ivrea.
Per Chieri, società e giocatori, è come se non se ne fosse mai andato. Idem per lui: “Chieri l’ho sempre considerata casa mia. Per società, struttura, serietà e squadre che ha sempre allestito, l’ho sempre vista come un’isola felice, Qui ci sono tutti gli ingredienti per fare bene. Quindi, dal momento che si è concretizzata questa opportunità non ci ho pensato due volte ad accettare”.
Giuseppe ritrova i compagni di una vita, a cominciare da Alvitrez – più che un amico, un fratello -, oltre a Conrotto, Pautassi e Benedetto, “con cui ho giocato anche negli Allievi nazionali dell’Ivrea. Ho anche giocato insieme a Jodi Sacco (oggi tecnico in seconda) nel mio primo anno in D e con Didu. Ero un ragazzino, ora mi faccio allenare con chi mi giocavo il posto una volta”, ride D’Iglio.
“Gli ultimi anni sono stati molto formativi sotto tutti i punti di vista. Ho giocato in piazze importanti come Mantova, quando sono sceso in campo davanti a 7mila spettatori. Ho avuto modo di confrontarmi con un campione del mondo (Gilardino, ndr) e con giocatori che si sono affermati in categorie superiori come De Falco e Guberti, che era titolare nel Bari di Conte. Ho conosciuto un calcio diverso. In Piemonte se togli Juve, Torino, Alessandria e Chieri c’è poco. È stato davvero un bel percorso”.
Centrocampista che dà il suo meglio in cabina di regia, D’Iglio porta con sé anche la capacità di essere determinante sia nell’ultimo passaggio che nella conclusione personale. Nella sua prima esperienza in azzurro sono state molte le gare decise dal suo piede destro, soprattutto su punizione.
Un innesto a cui Luca Gandini ha dato subito il suo benestare: “Non sono molto contento dell’atteggiamento della squadra nelle ultime gare. Domenica poteva finire in modo diverso ma non sarei stato contento ugualmente – analizza il presidente del Chieri – Ritengo che questa squadra necessiti per far bene di personalità e senso di appartenenza. E credo che D’Iglio possa dare un contributo importante su entrambi gli aspetti. Lui, con Conrotto, Benedetto, Pautassi ed anche Alvitrez, devono essere in questo senso i trascinatori. Nei confronti non solo dei nuovi arrivati con più esperienza – che o si adeguano o sono nel posto sbagliato -, ma soprattutto verso tutti i giovani, perché noi ne abbiamo tanti e i due successi consecutivi nella classifica Giovani D Valore lo dimostrano. Se vogliamo vincerla per il terzo anno abbiamo bisogno di under che siano in grado di stare in Serie D e non è per niente facile. Quindi è un doppio ruolo. Da un lato è quello di far bene per fare tre punti la domenica e avere una classifica decente – cosa che se giochiamo come nelle ultime uscite dubito che l’avremo -, e dall’altro è proseguire su un percorso di crescita con i nostri giovani. Ho concesso questo extra budget proprio perché D’Iglio è il giocatore e la persona che incarna meglio questi valori. Ovviamente le sue caratteristiche tecniche in mezzo al campo non si discutono. Dopo che è andato via da qui ha fatto esperienze importanti, vincendo anche un campionato a Mantova: quindi, mi aspetto di ritrovarlo più forte di prima”.